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Haiti: where life is still legal

Attività Umane

Haiti è ricca di materie prime, di colori, di profumi, di vegetazione, di bestiame e di traffici di merci. Le opinioni sono espresse attraverso parole, sguardi, risate, con lo scambio di un frutto e di una moneta. Il sentimento di condivisione è il fondamento di tutti i rapporti e delle attività. Ad Haiti la gente si differenzia per la capacità di aiutarsi a vicenda e di cavarsela. Un luogo in cui non è l’avere o l’apparire che guida i valori, perché ogni oggetto può diventare un altro. A vincere è la forza delle persone, nel lavoro e nell’ozio. Anche il far niente rafforza i rapporti umani, spesso li approfondisce, lasciando spazio alle sorprese, alle novità e alle gioie semplici.
La capacità di provare una gioia pura e semplice, traendo piacere dalle piccole cose spesso libera anche dalla consapevolezza di vivere in una terra di confine che diventa l’unico mondo possibile. Haiti è il paradiso, un luogo unico nel suo genere, in grado di farti pensare che non sia possibile il mondo all’infuori della sua magia.
La coltivazione e la commercializzazione dei prodotti della terra hanno contribuito allo sviluppo del pianeta per millenni. Abilità che ancora oggi sono da considerarsi i punti focali per la sopravvivenza della cultura e delle tradizioni di Haiti ma che la maggior parte delle persone interpreta come sintomi di arretratezza. I visitatori sono accolti da sguardi e da gesti di grande dolcezza e ospitalità. Di fronte all’uomo bianco gli abitanti tendono a esprimersi attraverso atteggiamenti di curiosità, mai di ostilità, per quanto potrebbero averne il diritto. Ecco un’altra lezione da imparare da Haiti: la saggezza.
Alcuni luoghi, perfettamente normali, appaiono surreali. Haiti ha la capacità di destrutturare i significati che diamo alle cose, fino a farci riflettere sui significati stessi. Ogni attività è in grado di metterci in discussione: dalla piccola conversazione, al gioco coi bimbi, al comprendere le differenze di valori e di vita quotidiana, fino a fermarsi sui temi esistenziali. Ogni attività umana di Haiti sorprende, affascina e coinvolge, tanto da voler vivere tutte le situazioni e crearne delle altre, per sentirsi finalmente vivi.

Trasporti

Ad Haiti i mezzi di trasporto sono collettivi, quelli privati sono quasi inesistenti. Attraverso l’utilizzo dello spirito di condivisione, con qualche gourdes (moneta locale) si può arrivare a destinazione con qualsiasi mezzo. I mezzi di trasporto disponibili sono: 1) Le moto, di fatto tutte dei ‘taxi ‘. Ad ogni incrocio vi sono decini di ragazzi in attesa di frecciare nel traffico senza mai toccarsi, come in un formicaio. Famiglie composte da due, tre, cinque persone più le merci e gli animali arrivano a percorrere lunghissime distanze. 2) Il mezzo per antonomasia è il tap tap, si tratta di vecchi pick up colorati con panche di legno longitudinali da 10 posti più l’abitacolo. Nell’ora di punta a Port au Prince è possibile vederne a migliaia, la densità umana è incredibile. Se questi metodi fossero adottati nei così detti “paesi occidentali” il problema del traffico e dell’inquinamento si risolverebbe in un giorno solo . 3) La vera unicità, però, sono i grandi bus decorati su tutta la superficie con coloratissime figure allegoriche e religiose. Sono presenti numerosissimi slogan, principalmente religiosi ma anche esistenziali, sentenze di valori forti, come la speranza, la famiglia, l’amicizia, la forza di volontà, la consapevolezza dell’esistenza delle ipocrisie, delle sofferenze e la salvezza suprema. Sul retro dei bus si trovano splendidi murales che raffigurano Gesù sorridenti e sornioni, o figure sacre come Saint Jacques che sconfigge il drago, scene celestiali o addirittura, talvolta, Cristiano Ronaldo e Messi, come a dire che ciò che importa è avere degli idoli e trovare, attraverso loro, la forza di andare avanti.

Mercati

Ad Haiti lo scambio è vita e i mercati sono il luogo della vita vera. I prodotti sono ovunque, le strade e le piazze brulicano di persone. C’è chi vende e chi compra. Frutta, verdura, animali, canna da zucchero, carbone, dolci, cosmetici, prodotti per la casa e per la vita quotidiana sono stesi per terra o trasportati sulla testa. Vi sono i produttori che presentano e vendono i loro prodotti, uno spettacolo a cui si può assistere sempre meno al giorno d’oggi. I prodotti sono tutti di altissima qualità e provengono da un’agricoltura biologica e consociata, non esiste la monocultura. Gli alimenti sono completamente naturali e nei campi si coltiva senza l’utilizzo di pesticidi o diserbanti dei quali la maggior parte delle persone ignora l’esistenza. Qui è ancora possibile imbattersi nel mercato degli animali e si possono trovare: vacche, cavalli, galli etc. La vera meraviglia dei mercati è data dai frutti della terra come il mango, la papaya, l’arbre vèritable, l’arbre à pain, il citron vert, il pied caimite, il gombo, il corossol, la quinepe, e i frutti cucinati come lo snack nazionale: la banana fritta. In ultimo il rapadou che è venduto a dischi: un comodo “packaging” per il consumo casalingo! Restrizioni commerciali? Nessuna, nulla è proibito, il buon senso è condiviso ed è l’unico modo di comportarsi.

Negozi

Altra meraviglia d’altri tempi sono i negozi, dai piccoli venditori di tutto, alle farmacie rimaste nell’epoca degli anni ‘30, che dalle nostre parti sarebbero luoghi di culto per amanti del vintage.

Giochi

Far Niente

Uno dei concetti meno immediati da considerare come il punto di partenza per arrivare a comprendere lo spirito di vita ad Haiti è il far niente. Non si tratta del “dolce far niente”, ma più semplicemente del “fare niente”. Nel mondo occidentale, in cui le persone si affannano a fare, in cui c’è sempre qualcosa da fare o da dover fare, il far niente è dolce, rappresenta il relax, un lusso per il quale, paradossalmente, bisogna ritagliare tempo prezioso. Ad Haiti la vita e le esigenze sono diverse, il tempo segue i ritmi della natura. , del giorno e della notte, della pesca e dell’agricoltura, il tutto rallenta. Si può avere un’idea ben chiara del far niente facendo una passeggiata pomeridiana per l’Ile a Vache al rientro dalla pesca e dai lavori ordinari, si torna alle proprie capanne. Si mangia e si aspetta la sera. Non si tratta nemmeno un’attesa, è semplicemente la vita: nessuno si domanda cosa potrebbe fare, la vita sociale si vive lì, in quel momento. Per capire basta solo cambiare punto di vista e chiedersi cosa, invece, facciamo noi tutti i pomeriggi.

Mestieri

I mestieri ad Haiti sono moltissimi e ovunque. Dalla brulicante Port au Prince alle campagne più inesplorate c’è sempre qualcuno che fa qualcosa, si scambia, si commercia, si produce e si aggiusta. Lavarsi e lavare nel fiume è la norma nelle campagne. L’acqua è splendidamente pulita ed è straordinario percepire la gioia di un bagno nella natura. Tutto è ancora naturale e manuale, esistono solo mestieri artigianali e l’esperienza tramandata è la chiave di tutte le conoscenze. Nulla è seriale (o prodotto industrialmente), anzi questo è un concetto totalmente respinto dalle persone. La lavorazione del legno inizia dalla scelta della pianta, ancora ancorata al terreno. Gli ebanisti decorano tutto: barche, negozi, parti di costruzioni, persino le auto. Quasi la totalità degli oggetti “moderni” sono abbelliti con decorazioni e intarsi in legno per apparire meno freddi.

Musica e Danza

La musica nazionale è il kompa che culla ogni angolo delle strade a tutto volume. La rara è una forma di musica celebrativa praticata per strada da piccoli gruppi che creano situazioni da festival o da processione, quest’ultima tipica del periodo Pasquale. A volte il significato di queste esibizioni è di carattere polemico o politico. Nei periodi festivi le processioni sono infinite e coinvolgono anche i piccoli villaggi. Tutti partecipano esibendosi in costumi di raso colorato. Alcuni ballano, altri sono sui muli, altri a cavallo, ognuno ha il proprio ruolo. A volte si vogliono rappresentare scene simboliche come la rivoluzione, il riscatto o il richiamo agli spiriti. La musica è il suono che proviene dai vaksen, bambù di svariate lunghezze che danno diverse tonalità. Il carnevale è un altro momento dedicato alle danze, in ogni villaggio donne in costume e uomini agghindati come gli spiriti vudù cantano e ballano giorno e notte. Partecipare a questi momenti è un’esperienza indimenticabile. (Per noi e per loro, dato che uomini bianchi nelle foreste a carnevale sono quanto mai inaspettati).

Arte

Lo stile naïf appartiene alla cultura haitiana ed è caratterizzato dall’uso di molti colori. È una pittura allegra che esalta il mondo caraibico. Gli splendidi dipinti rappresentano scene di vita e di attività umana (donne al mercato, lavoratori della canna da zucchero sotto un flamboyant) e inoltre raffigurano i villaggi, le piantagioni di canna da zucchero, i mercati, le strade. Anche il culto vudù è molto presente nella pittura naïf. Tutto è rappresentato in modo semplice, senza prospettiva o simbolismi. A Jacmel, culla dell’arte figurativa haitiana, si trova il magnifico Hotel Florita in cui l’arte surreale capeggia sui muri insieme alle allegorie religiose, immagini cupe e introspettive che raffigurano Haiti dopo il terremoto. (Ma come per molti altri luoghi sparsi per il mondo non è questa l’immagine di Haiti percepita cultura globalizzata). A Croix des Bouquets , vicino a Port au Price si trova la famosa via degli artigiani delle images de fer. Le raffigurazioni ancora una volta allegoriche, in ferro battuto, vogliono rappresentare ogni tipologia di simbolo e Ioa Vudù, Erzulie, Legba, Ghede (ma anche maschere, pugnali e scene di vita che rimandano sempre alla cultura vudù).

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